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Peter Russell

Peter Russell nasce a Bristol (Inghilterra), il 16 settembre 1921.

Dopo la parentesi della seconda guerra mondiale, combattuta in Europa e quindi in Birmania e nella Malesia, dal 1948 al 1956 è editore dell'importante rivista letteraria Nine, a Londra.

Nel 1950 ha pubblicato An examination of Ezra Pound, la prima antologia di saggi sul poeta statunitense.

Nel 1964 si è trasferito a Venezia.

Negli anni settanta è stato poeta-residente alla Purdue University (U.S.A.) e all'University of Vìctoria, B.C. (Canada).

Dal 1977 al 1979 ha insegnato filosofia occidentale e orientale all'Accademia Imperiale di Filosofia a Teheran. Allo scoppio della rivoluzione islamica, è tornato a Venezia dove vi rimane fino al 1983, anno in cui decide di trasferirsi a Pian di Scò (Arezzo).

In Toscana ha continuato a comporre opere di grande rilievo e a curare la sua rivista Marginalia, divulgata in italiano e inglese.

Nell'aprile 1998 ha tenuto una serie di conferenze e letture di poesie agli studenti delle Scuole Superiori di Arezzo e del Valdarno.

Muore il 22 gennaio 2003 a San Giovanni Valdarno (Arezzo).

Numerosissime sono le sue opere, come pure i riconoscimenti e gli studi sulla sua poesia.

Il suo lavoro è altamente considerato in alcuni ambienti culturali.

GIORNI DI GIOIA

di Alessandra Ceccherelli


Ho conosciuto Peter Russell in occasione di una richiesta di critica alle mie opere pittoriche e, da quel momento, non ci siamo più lasciati.

Com’era possibile non rimanere, completamente, rapiti da tanta cultura e poesia che lui aveva scritto nei suoi occhi, prima che altrove. Stupendo andare a trovarlo nel vecchio mulino, gelido e sporco, nella piccola cucina riscaldata da una stufetta a gas, tra il fumo delle sue sigarette, spesso lasciate bruciare nei posaceneri e, l’immancabile, bicchiere di whisky. Questo era Peter, nell’apparenza della sua miseria, nei suoi maglioni bucati, ma dentro quanto spirito e che mente… Ho ascoltato e ascoltato: questo potevo fare con lui, raccogliere tutte le perle preziose che mi ha donato e ci siamo voluti bene davvero. Non è mai mancato alle mie esposizioni e una volta, venuto a trovarmi (spesso capitava di cenare insieme) l’ho visto piangere davanti alla mia “Annunciazione sul mare”.

Peter era così, si commuoveva e piangeva anche nella lettura delle sue poesie, per questo preferiva che altri lo facessero, rischiava di divenire incomprensibile per la commozione.

Caro Peter, ti dedico questa pagina con amore, nella certezza di ritrovarti un giorno, bellissimo come sempre. E scusa se qui immodestamente riporto il ritratto che ti ho fatto: voglio ricordare così anche quei momenti in cui tu hai posato per me.

Ce l’ho fatta a stringerti la mano, prima che te ne andassi in quel bellissimo luogo che tu, come tutti i veri poeti, per tutta la vita hai desiderato e tanto agognato, senza forse saperlo.

Un abbraccio, Alessandra.

DUE ARGINNIDI

Certamente questo è pensare, certamente

  questo è un sogno;

Le pietre luccicano come una trota iridea

  nell’alveo del torrente.


Pensare, ho pensato, solamente

  pensare non è un gran che.

Un contabile ragiona fino in fondo, ---

  il mondo e gli uomini sono così.


Pensare è un capriccio, ripassa scontroso

  un inventario, ---

Cosa c’è, cosa manca, ammonta

  soltanto a una parcella.


Quattro soldi, non una battaglia

  intrapresa con la nonentità.

L’origine della parcella è il bestiame ---

  mandriano, pecunia, combaciano.


Un qualcosa d’indefinito, una Presenza,

  perpetua, non un capriccio, presiede.

Due arginnidi hanno un loro senno.

  Il Tempo, inesorabile, resta costante.



Peter Russell

Pratomagno, 30 settembre 1986

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